Le prime forme di vita apparvero 3,5 miliardi di anni fa nelle acque oceaniche: si trattava di
cellule quasi invisibili, che continuarono nel corso dei millenni ad aggregarsi, generando
organismi sempre più complessi e differenziati. Circa 800 milioni di anni fa comparvero i primi
protozoi e nei successivi 200 milioni di anni si svilupparono animali simili a meduse, a ricci
ed a stelle marine.
Fino a 360 milioni di anni fa l'acqua rimase l'unico ambiente in cui potè manifestarsi la vita,
poi iniziarono a comparire animali sempre più complessi ed in grado di sopravvivere anche
sulla terra oltre che in acqua.
Venne quindi il momento dei dinosauri, che con la loro estinzione - 65 milioni di anni or
sono - favorirono la diffusione dei mammiferi; i primi ominidi apparvero, infine,
circa 4 milioni di anni fa.
Con la sua comparsa, l'uomo cambiò inevitabilmente anche la "storia" dellacqua e si
rapportò a lei con modalità differenti in relazione ai diversi periodi storici.
Nella nostra cultura occidentale, sono individuabili delle tappe precise.
Il tempo del mito
Fu l'era delle acque lustrali e delle fonti guaritrici, delle fontane di acqua di gioventù e
delle divinità acquatiche: ma non va considerata archeologia. Una rapida occhiata ai nostri
comportamenti quotidiani ne riflette, infatti, tutta l'attualità. Senza sforzarci di andare a
cercare nelle nostre campagne i riti propiziatori - come ad esempio i pellegrinaggi alle fonti
per far cadere la pioggia - è sufficiente considerare semplicemente la pubblicità dei nostri
media: creme idratanti, bagni rilassanti dominano i nostri sogni. E ad ogni passo di questi
irrazionali discorsi è presente l'appello agli antichi miti di acqua. In definitiva, è la
centralità dell'acqua rispetto ai bisogni individuali e collettivi dell'uomo che da sempre
ne spiegano anche la centralità simbolica.
Il tempo dell'addomesticamento
Uscito, per così dire, dal limbo dell'adorazione sacra dell'acqua, l'uomo intrattenne con
l'acqua rapporti più fraterni, anche se sempre molto rispettosi.
Chiese all'acqua di favorire le coltivazioni accettando di abbandonare il suo normale
cammino per irrigare i campi, poi chiese all'acqua di accettare di lasciarsi imprigionare
per un istante nei tubi per sgorgare al centro delle città, dove l'acqua venne utilizzata
non solo per necessità ma anche per piacere. Nata con i Sumeri, quest'era svanirà con la
fine dell'Impero romano per rinascere di nuovo oggi.
Il tempo della dissuefazione
Fu un'epoca secca: le turbolenze che precedettero il Medioevo provocarono, nelle città,
un regresso nel rapporto con l'acqua; i pozzi individuali ebbero la meglio sugli acquedotti
collettivi. Le difficoltà di approvvigionamento di acqua costrinsero le popolazioni ad
accontentarsi di un mediocre sistema di alimentazione. Le fontane di acqua rimasero solo
come oggetto decorativo di piazze e giardini. La Controriforma, proibendo l'acqua
dell'edonismo e del piacere sensuale, accentuò questa dissuefazione.
Il tempo dello spreco
Ha inizio solo ieri, alla fine del XIX secolo, con la scoperta del comfort e del concetto
di potabilità. È l'era dell'igiene trionfante, le stanze da bagno ed il sistema fognario
diventano le insegne della civiltà urbana, segni indiscutibili del progresso. Ma è anche
il tempo dello spreco di acqua e dell'inquinamento.
Sorprendentemente, si assiste al ritorno di tutti i vecchi miti dell'era primaria e le
superstizioni delle prime epoche storiche, quasi a chiudere il cerchio.