Il simbolismo legato all'acqua è influenzato, nella tradizione occidentale, sia dai miti e
dalle leggende del mondo pagano, sia dalla forte valenza culturale introdotta dal cristianesimo,
in un sincretismo che attraverserà tutte le epoche storiche fino a giungere ai nostri giorni.
Da sempre, nella nostra cultura, il modo di considerare l'acqua si fonda sull'antico simbolismo
di purezza e su innumerevoli riti di purificazione, sia pagani sia cristiani. L'acqua che
libera dai peccati con il battesimo ed i riti religiosi della benedizione delle campagne con
l'acqua santa sono solo gli esempi più noti.
Del resto, la stessa metafora che ha sempre accomunato l'acqua corrente alla vita ed alla
fertilità avvicina l'acqua stagnante alla morte, che il più delle volte si concretizza in
presenze terrificanti e pericolose. Molte sono le leggende che ricollegano draghi ed altri
esseri mostruosi agli ambienti paludosi, dove l'acqua è elemento ostile, nauseabondo e
portatore di malattie per uomini e animali.
L'acqua ha naturalmente avuto da sempre anche un ruolo terapeutico, magico e miracolistico.
Così, nella tradizione popolare, la frequentazione delle sorgenti e delle fontane ritenute
medicamentose non è mai venuta meno fino ai nostri giorni.
La loro sacralità si perde nella notte dei tempi, e se la tradizione pagana le associava
alle ninfe, quella cristiana le ha accostate in particolare a Sant'Agnese o alla Vergine
Maria e nelle loro vicinanze ha edificato cappelle e santuari, organizzandovi processioni
con relative immersioni di fedeli. L'esempio probabilmente più noto è rappresentato
dall'apparizione della Vergine a Lourdes, avvenuta, appunto, in una fontana.
L'acqua che guarisce i corpi e purifica l'anima.
Ma l'acqua è anche fonte di avversione e di pregiudizi, sia di natura sessuale sia
igienica e sanitaria. Non è raro trovare, ad esempio, nella tradizione letteraria e
popolare dei secoli scorsi, il sesso femminile accostato all'immagine della palude,
definito putrido e mortalissimo, oppure gorgo senza fondo, e per questo temibile e
pericoloso. Come anche frequenti sono gli esempi di relazione dirette fra prolungati
contatti con l'acqua e comparsa di febbri violente e morti improvvise.
L'acqua fa anche male, dunque, ed il concetto di un suo uso parsimonioso sia per
l'alimentazione sia per la pulizia attraversa tutte le società occidentali, in certi
casi almeno fino alla fine dell'800. L'acqua causa malattie gastroenteriche, e più in
generale il bagno debilita e quindi espone ad ogni genere di malanni. È naturale in
questo contesto contrapporla al vino, esaltato nella tradizione popolare come sangue
dell'uomo o antidoto alle pił svariate malattie, a differenza dell'acqua che accorcia
la vita e provoca tristezza e malinconia.
L'acqua può essere temibile sotto altri aspetti, ed il suo utilizzo a fini igienici
può nascondere anche una serie di pericoli morali. Così, se nei culti pagani la si lega
alla fecondità della donna, il cristianesimo tende ad annullare questa valenza, esaltando
la verginità femminile ed allontanando l'acqua dal corpo, soprattutto in relazione
all'igiene intima. In questo contesto, ad esempio, la donna virtuosa si lava con parsimonia,
a differenza delle attrici e delle prostitute che per le loro attività sono costrette a
frequenti bagni. Tale concezione, legata alla preoccupazione morale di evitare mollezze,
compiacimenti e pericolose autocontemplazioni del proprio corpo, frenerà per lunghi
secoli la diffusione dell'igiene personale.
Con l'800 l'acqua inizia ad essere collegata ad un codice sociale che si precisa nelle
attenzioni igieniche e che favorisce la scoperta del corpo ed una nuova percezione di esso.
La stanza da bagno, si diffonde fra la borghesia ottocentesca, diventa il luogo più segreto
della casa, dove sbarazzarsi di parrucche, busti, protesi varie e vedersi non nella propria
apparenza sociale, ma nella propria totale nudità e dove regna appunto l'acqua.
Ed è proprio con il XIX secolo che qualcosa cambia, ed il bagno inizia ad essere una prassi
comune, giornaliera o settimanale a seconda delle diverse gerarchie sociali. L'acqua torna
a sgorgare nelle città, condotta da nuovi acquedotti e smaltita dai primi impianti fognari.
Fioriscono le città termali e rinasce il piacere dell'igiene e del contatto con l'acqua:
le scoperte di Koch sul mondo dei batteri contribuiscono in modo non secondario a tale svolta.